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Middlebrow
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mwawmwbaMiddlebrow (mwbqit.: "mwbgfronte-media", da porsi in relazione alle analoghe e contrapposte forme mwbwHighbrow, fronte alta, e mwcaLowbrow, fronte bassa, la cui origine è associata a considerazioni mwcqfisiognomiche/mwcgfrenologiche) è un termine della lingua inglese utilizzato nella mwcwsociologia della cultura e nella critica per indicare, spesso in contesti mwdapolemici, una categoria di prodotti culturali e artistici (in particolar modo letterari) che si offrono al pubblico per le loro caratteristiche di facile accesso e fruizione (in termini di sforzo culturale richiesto per la loro comprensione).
Per le sue caratteristiche intrinseche, tale produzione si colloca in posizione intermedia rispetto alle classiche suddivisioni in cultura mwdgalta e mwdwbassa. Compongono il mweamiddlebrow, in campo letterario, i "prodotti" appartenenti a quel panorama costituito da mweqletteratura di genere, mwegconsumo e mwewintrattenimento, legati alla mwfasocietà e alla mwfqcultura di massa e all'orizzonte di "mercificazione" della cosiddetta mwfgindustria culturalecite-ref-1[1]. La cultura mwgwmiddlebrow è stata definita come una "forma parassitaria", il cui "statuto ibrido", per autodefinirsi, dipende da entrambi gli estremi, alto e basso: del primo è succube per imitazione, dal secondo dipende per negazionecite-ref-f-frigerio-11-2-0[2].
Lo stesso termine viene impiegato anche come sostantivo per indicare le persone o le mwiqplatee sociali che si nutrono di tali prodotti culturali o alle quali tali produzioni sono destinate: l'uso in tale accezione, tuttavia, è molto più connotato in senso negativo, se non addirittura intriso di intenti spregiativi, con esiti semantici a volte percepiti perfino oltre il limite dell'mwiginsultocite-ref-3[3]cite-ref-slate-12-10-2011-4-0[4].
L'emergere di quest'area intermedia (con la conseguente necessità di un termine in grado di definirla) è l'esito di un processo socioculturale che si lega, in generale, allo mwlasviluppo industriale e al delinearsi di una sempre più evidente ed espansiva mwlqclasse media, un mwlgsegmento mobile e benestante della mwlwstratificazione sociale che è stata pur sempre formata ed educata nel sistema di valori e nelle aspirazioni delle classi superiori, pur di quest'ultime non avendo ereditato i privilegi.
Contents
• Note
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Origine del termine e diffusione
L'espressione è una mwmwfrase d'autore la cui coniazione è avvenuta in ambito mwnasatirico, nel mwnq1925, ad opera della rivista britannica mwngmwnwPunch, che attribuiva alla mwoaBBC la "scoperta" mwoqparodistica di una nuova categoria mwogantropologica, quella di un pubblico che spera, un giorno, di poter acquisire familiarità con quelle cose che gli "devono" per forza piacerecite-ref-5[5], piuttosto che con quelle che davvero gli piacciono. A proposito di tale genesi, lmwpw'mwqamwqqOxford English Dictionary segnala una precedente attestazione della parola in un diverso contesto, più neutro e passeggero, in un pezzo giornalistico di un anno prima, apparso nel maggio 1924 sul mwqgFreeman's Journal, un quotidiano mwranazionalista irlandesecite-ref-6[6]). Un'apparizione ugualmente passeggera del termine, forse la prima attestazione scritta in assoluto, risale all'anno prima, quando fu usato di passaggio dalla scrittrice britannica mwsqMarjorie Bowen in un articolo del mwsg1923 sul giornale mwswDaily Chroniclecite-ref-f-frigerio-11-2-1[2], nel quale osservava il trattamento in dettaglio che scrittori mwuqhigbrow, e di un buon numero di mwugmiddlebrow, riservavano all'mwuwinfedeltà coniugale e alle angosce della vita matrimoniale (l'annotazione della Bowen viene ripresa e citata da un articolo apparso il 12 maggio mwva1923 su mwvqThe Queenslandercite-ref-7[7]).
Il procedimento con cui è stata costruita questa mwxaparola macedonia richiama da vicino quello che ha portato alla coniazione di altri due analoghi termini, mwxqHighbrow e mwxgLowbrow (fronte alta e fronte bassa, di derivazione eminentemente mwxwfrenologica), che già si erano imposti, nel mwyamondo anglosassone, sia come sostantivi per indicare i segmenti "alti" e "bassi" della cultura, sia come aggettivi per qualificare le classi e gli individui che ne erano fruitori e protagonisti.
Il termine, quando usato in funzione di aggettivo, è traducibile in italiano come "accessibile, adatto a persone di cultura mediocre"cite-ref-dictionary-8-0[8]. Nella sua funzione di sostantivo, serve a qualificare in modo dispregiativo il soggetto portatore di "cultura mediocre"cite-ref-dictionary-8-1[8] o l'opera appartenente a tale ristretto orizzonte culturale.
Dibattito critico sulla cultura "middlebrow"
In principio, negli mwbaanni venti, il termine si diffonde un'accezione sostanzialmente neutra, con un significato che, travalicando i generi, dalla musica al teatro, serviva a delineare la fisionomia di un modo di accostarsi alla cultura tipico di un certo disinvolto individualismo mwbqanglosassone mwbgborghese, svincolato da complessi di inferiorità a da sudditanze rispetto a gerarche critiche consolidatecite-ref-f-frigerio-11-2-2[2]. L'espressione è stata ripresa nel mwcwdecennio successivo, quando è venuta in auge, divenendo poi di uso corrente, in quella diatriba intellettuale nota come mwdabattle of the brows ("battaglia dei brow"), nata sullo sfondo degli mwdqanni trenta del mwdgNovecento, quando l'mwdwintellighenzia anglosassone iniziò a denunciare quello che veniva percepito come un abbassamento del livello culturale per effetto della disinibita mweamodernità, in fatto di gusti culturali, dell'mweqemergente mwegmwewclasse media mwfaborghese, che diviene mwfqobiettivo commerciale di scrittori "di romanzetti e di periodici d'assalto"cite-ref-f-frigerio-11-2-3[2]. Il termine è stato adottato, ad esempio, negli attacchi polemici portati dalla scrittrice mwggVirginia Woolf e dal critico mwgwanarchico mwhaDwight MacDonald (oltre che, in una certa misura, da Russell Lynes), che si sono spesi in favore di un'auspicata marginalizzazione mwhwmodernista della mwiacultura di massa rispetto alla cultura altacite-ref-9[9]. Il mwjqmiddlebrow, in quest'ottica, è bollato come un tentativo maldestro e inefficace di realizzazione culturale e intellettuale, o come un epiteto per caratterizzare quella produzione letteraria e artistica che enfatizza le connessioni emozionali e sentimentali ma trascura la qualità e l'innovazione letterariacite-ref-slate-12-10-2011-4-1[4]. Diverso, invece, è stato l'atteggiamento del mwkgpostmodernismo, più incline a vedere i vantaggi di una posizione mwkwmiddlebrow che sia, tuttavia, consapevole e non estranea all'alta cultura ma capace di contemperare le espressioni "alte" con le esperienze e le aspirazioni "ordinarie" della vita di tutti i giornicite-ref-10[10].
Virginia Woolf
mwmgVirginia Woolf articolò un'esplicita critica derisoria del mwmwmiddlebrow nell'ottobre mwna1932, in una lettera indirizzata all'editore del mwnqmwngNew Statesman & Nation. La missiva, che non fu mai spedita, si occupava di un programma radiofonico che attaccava gli esponenti della cultura mwnwHighbrowcite-ref-11[11]. La lettera fu pubblicata postuma dieci anni più tardi, nel mwpa1942, nella collezione di saggi intitolata mwpqThe Death of the Mothcite-ref-v-woolf-vs-middlebrows-12-0[12].
Virginia Woolf attaccava i middlebrow come meschini approvvigionatori di cultura highbrow per il proprio superficiale beneficio. Piuttosto che scegliere libri per il loro valore intrinseco, i middlebrow scelgono di leggere quello che è stato detto loro essere il meglio. I middlebrows si preoccupano di "come" essi li fanno sembrare, a differenza degli highbrow, donne e uomini di mwraavanguardia che agiscono in base alla loro indefettibile dedizione alla mwrqbellezza, al valore, all'arte, alla mwrgforma, all'integrità. Virginia Woolf sosteneva che “noi highbrows leggiamo ciò che ci piace, facciamo ciò che ci piace, ed elogiamo ciò che ci piace”. Allo stesso modo, un mwrwlowbrow è dedito a un singolare interesse, è una persona “dalla vitalità di un purosangue che cavalca il proprio corpo alla ricerca del vivere, lanciato a galoppo attraverso la vita”; per questo, mwsahighbrow e lowmwsqbrow sono entrambi allo stesso modo degni di rispetto perché essi vivono per ciò a cui riconoscono intrinseco valore.
I middlebrow, invece, per mwswVirginia Woolf non sono "né carne né pesce"cite-ref-v-woolf-vs-middlebrows-12-1[12], sono persone che ella classifica come gente che "si muove e si agita senza scopo, senza interessarsi a nulla in particolare, né dell'Arte in sé, né della Vita in sé, ma ad entrambe, mescolate in modo indistinguibile, e in modo abbastanza sguaiato, con il suo desiderio di denaro, fama, potere, o prestigio”cite-ref-v-woolf-vs-middlebrows-12-2[12]. Il loro sistema di valori predilige il guadagno veloce attraverso la letteratura già designata come 'Classico' e 'Grande', mai frutto di una loro scelta, perché “comprare arte vivente richiede gusto vivente”. I middlebrow sono appariscenti — che è molto meno impegnativo dell'mwvaautenticitàcite-ref-v-woolf-vs-middlebrows-12-3[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14].
Russell Lynes: "Highbrow, Lowbrow, Middlebrow"
Russell Lynes, dellmwza'mwzqmwzgHarper's Magazine, in un articolo dal titolo "Highbrow, Lowbrow, Middlebrow", indirizzò i propri strali mwzwsatirici verso l'atteggiamento di disprezzo culturale mw0ahighbrow espresso da mw0qVirginia Woolf nella sua celebre "lettera al direttore"cite-ref-15[15]. Citando le sue parole, insieme aa quelle di altri sostenitori dell'highbrow, come il critico mw1gClement Greenberg, Lynes parodiò il pomposo senso di superiorità highbrow facendo notare come le sottili distinzioni tra i vari "brow", che la scrittrice trovava significative, erano nient'altro che mezzi di affermazione della propria superiorità culturale. Nello specifico, Lynes prendeva di mira la pretesa highbrow che i prodotti usati da una persona distinguessero il suo livello di dignità culturale, e lo faceva, in modo satirico, proprio individuando i prodotti che dovrebbero permettere di identificare una persona middlebrow.
Lynes continuava con ulteriori suddivisioni tra i "brows", dividendo il middlebrow esecrato dalla Woolf in due segmenti: "upper-middlebrow" e "lower-middlebrow". I primi, con il loro mw2amecenatismo verso le arti, rendono possibile l'attività degli highbrow. Musei, orchestre, mw2qopere musicali, mw2gcase editrici sono portate avanti da upper-middlebrows. I lower middlebrow tentano di usare le arti in funzione di miglioramento personale: "decisi a migliorare le loro mw2wmenti allo stesso modo delle loro fortune personali". Intento anche a vivere il semplice e facile mw3astile di vita tratteggiato nella mw3qpubblicità; il “lower middlebrow-ismo” era "un mondo che profuma di sapone" . Mettendo sotto una luce caricaturale la visione di Virginia Woolf, Russell Lynes delinea un "mondo perfetto" liberato dai middlebrow, in cui i lowbrows lavorano mentre gli highbrows si dedicano alla creazione di arte pura fine a sé stessa.
Mesi dopo, la rivista mw3wmw4aLife chiese a Lynes di distinguere in modo specifico tra i cibi giusti, il mobilio, l'mw4qabbigliamento, le arti, per ciascuno dei quattro segmenti four 'brows' da lui identificati. Questo divenne una preoccupazione nazionale, dal momento che la gente cercava di identificare l'adeguata mw4gclasse sociale, proprio basandosi sulle proprie cose preferite. Sebbene il mw4wmiddlebrow spesso evocasse disprezzo, Lynes lodava lo zelo e l'aspirazioni dei middlebrowcite-ref-16[16].
Difesa del middlebrow in J. B. Priestley
mw6gJ. B. Priestley ha cercato di creare uno spazio culturale positivo ritagliato intorno al concetto di mw6wmiddlebrow – qualcosa di caratterizzato da serietà, amichevolezza e preoccupazioni etichecite-ref-17[17]. La sua linea difensiva prendeva spunto dalla funzione di una stazione radio: lodava, infatti, il mw8aBBC Home Service per la sua confortevole comprensibilità. a metà strada tra il Light Programme (mw8gintrattenimento leggero) e il Third Programme (il canale culturale): "Tra i rochi lowbrows e gli highbrows dalla mw9aerre moscia vi è un bel divario, che sembra fatto apposta per i middlebrows (o broadbrows) [...] la nostra familiare maniera"cite-ref-18[18].
In una lotta che, come sostenuto da Melba Cuddy-Keane, era resa più intensa e accesa dalla concorrenza per i lettori, da un lato, e, dall'altro, per il rispetto e la legittimazione che si reclamava per il capitale culturale nei confronti della mw-gproduzione, del mw-wconsumo e della mw-acomunicazione di massa, Virginia Woolf rispondeva sciogliendo l'acronimo BBC in un "Betwixt and Between Company" ("Azienda né carne né pesce")cite-ref-19[19].
Dwight Macdonald: "Masscult and Midcult"
Il pensatore mwaqqanarchico mwaquDwight Macdonald, da mwaqyposizioni radicali, espose una durissima critica alla cultura mwaqcmiddlebrow in "un bellissimo e aristocraticissimo saggio"cite-ref-bustina-di-minerva-20-0[20] intitolato mwaqwMasscult and Midcult. Against The American Grain ("Masscult and Midcult. Il contropelo all'America"), pubblicato, per la prima volta, sulle pagine della mwaq0mwaq4Partisan Review nel mwaq81960cite-ref-21[21]: Macdonald associava il mwarqpopolo e la moderna mwaruderiva industriale di allontanamento dalla specializzazione nella responsabilità di aver creato consumatori di arti in un mercato di massa (e che, già solo per quest'ultimo motivo, costituiscono una platea anonima e indistinta di soggetti). La cultura Highbrow, per Macdonald, è associata alla specializzazione dei connoisseur, mentre la cultura lowbrow comporta prodotti popolari mwargautenticamente adatti a specifiche comunità. La mwarkcultura di massa (che egli preferisce chiamare mwaromasscult) copia e manipola entrambe queste mwarstradizioni, con prodotti in serie privi di mwarwinnovatività o si preoccupa espressamente del mercatocite-ref-d-macdonald-65-22-0[22]. Lo stesso nome, mwasemasscult, che Macdonald attribuisce alla mwasicultura di massa rivela la sua intenzione di disconoscerne perfino lo mwasmstatus di mwasqcultura, in quanto prodotto "macinato" e confezionato da una "catena di produzione"cite-ref-d-macdonald-21-23-0[23] industriale, da offrire in pasto al consumo di masse indistinte, un "prodotto uniforme il cui umile scopo non è neppure il divertimento, perché anche questo presuppone mwaskvita, e quindi sforzo, ma semplicemente la mwasodistrazione. Può essere stimolante o narcotico, ma dev'essere di facile assimilazione. Non chiede nulla al suo pubblico, perché è «completamente soggetto allo spettatore». E non dà nulla"cite-ref-d-macdonald-21-23-1[23].
Questo crea un'America in cui dominano omogeneità e livellamento e una cultura pluralistica non può nemmeno esisterecite-ref-d-macdonald-63-24-0[24].
Nella visione di Macdonald, "la cultura alta era rappresentata, tanto per capirci, da mwatuJoyce, mwatyProust, mwatcPicasso, mentre quello che veniva chiamato Masscult era dato da tutta la paccottiglia mwatghollywoodiana, dalle copertine del mwatkmwatoSaturday Evening Post e dal mwatsrock [...]"cite-ref-bustina-di-minerva-20-1[20].
Il Midcult, al contrario, emerge con la cultura middlebrow e copia e adultera in modo spericolato la cultura alta, spargendo ovunque il suo tiepido velo fangoso che minaccia l'alta culturacite-ref-d-macdonald-85-25-0[25]. Il Midcult "delineava un terzo livello [...] una cultura media rappresentata da prodotti d'mwauuintrattenimento che prendevano a prestito anche stilemi dell'mwauyavanguardia, ma che era fondamentalmente mwaucKitsch. Tra i prodotti Midcult, MacDonald poneva, per il passato, mwaugLawrence Alma-Tadema e mwaukEdmond Rostand, e per i tempi suoi mwauoSomerset Maugham, l'ultimo mwausHemingway, mwauwThornton Wilder"cite-ref-bustina-di-minerva-20-2[20]. Celebri, a tale proposito, sono, in quello scritto, le stroncature di opere di grande successo come mwavemwaviIl vecchio e il mare di mwavmErnest Hemingway e mwavqmwavuPiccola città di mwavyThornton Wilder, e dell'intera mwavcarchitettura neogotica dei college americanicite-ref-d-macdonald-55-26-0[26] (incluso, quindi, quello della sua mwavwalma mater, la mwav0Yale University).
Macdonald scrive che, mentre nel Masscult "il trucco è scoperto" e consiste nel "piacere alle mwav8folle con ogni mezzo", il Midcult, invece, riserva "un duplice tranello: finge di rispettare i modelli dell'Alta Cultura mentre, in effetti, li annacqua e li volgarizza. Il nemico che se ne sta fuori le mura è facilmente individuabile. Ciò che rende pericoloso il Midcult è la sua ambiguità. Perché il Midcult si presenta come facente parte dell'Alta Cultura"cite-ref-d-macdonald-65-22-1[22]. Promuoveva una separazione tra i "brows" in modo che "i pochi che si curano della buona letteratura, pittura, musica, architettura, abbiano la loro Alta Cultura, e non confondiamola con il Midcult"cite-ref-d-macdonald-112-27-0[27].
Commercializzazione del middlebrow
Sono spesso indicati come middlebrow il circolo dei lettori chiamato Book-of-the-Month Club e il mwawsBook Club, quest'ultimo un programma televisivo di mwaw0infotainment condotto da mwaw4Oprah Winfreycite-ref-28[28], lanciati sul mercato per portare classici della mwaxmlettura e letteratura highbrow alla mwaxqmiddle class statunitense. Questo è stato sottolineato con particolare forza quando mwaxuJonathan Franzen, dopo che era stato scelto il suo mwaxymwaxcLe correzioni, rimarcò in molte occasioni come alcune delle scelte dell'Oprah's Book Club fossero middlebrowcite-ref-29[29]. Nel suo influente mwaxwA Feeling for Books, resoconto del Book-of-the-Month Club (come era stato dal suo inizio nel 1926 fino agli mwax0anni '80, quando si trasformò in un'operazione puramente commerciale), Janice Radway sostiene che la cultura middlebrow non è solo un simulacro e una impersonificazione annacquata del gusto highbrow, ma, invece, si è distintamente definito in sé in sfida dell'alta cultura di mwax4avanguardiacite-ref-30[30]. Il club librario offriva agli abbonati una scelta letteraria fatta da giudici esperti e "mwaymgeneralisti", ma considerava come fondamentale l'esperienza personale ed emozionale del leggere un libro, mantenendo, al contempo, alti standard di "qualità letteraria"‘. In questo modo, il club era in opposizione alla critica mossa in generale alla cultura middlebrow, come esperienza costrittiva alla cultura alta. Invece, Radway dimostra come la cultura middlebrow permetta ai lettori di accedere, in modo simultaneo, alle sfide sia intellettuali sia emozionali che le buone letture pongono al lettore. Radway identifica anche la contraddittorietà dei messaggi di genere veicolati dalle scelte editoriali: se da un lato, infatti, il mwayqmarketing del Club aveva un forte orientamento verso un pubblico di lettrici di sesso femminile, compresa l'enfasi posta sul piacere emotivo dei libri, d'altro canto, l'accento posto sulla letteratura intellettuale e accademica del middlebrow intrappolava il lettore in costrittivi standard di valore maschili, classificando come 'grandi libri' quelli che sono in linea con classificazioni tecniche e maschili di eccellenza.
Dibattito sul Middlebrow contemporaneo
Il dibattito sulla "linea di discrimine tra Cultura Alta e Cultura Bassa" è stato molto acceso intorno alla metà del mwaycXX secolo, ma continua a riaccendersi ogni tanto, con regolarità, "ma sempre da nuovi punti di vista"cite-ref-bustina-di-minerva-20-3[20], perfino in un'epoca, come gli anni 2000 e 2010, in cui, in alcune società, la storica distinzione in due (o tre) livelli è divenuta più sfumatacite-ref-bustina-di-minerva-20-4[20].
mwazemwaziSlate suggerisce che la fine degli mwazmanni 2000 e i primi mwazqanni 2010 potrebbero essere considerati come "l'mwazuetà dell'oro dell'arte middlebrow" —riferendosi a prodotti televisivi come mwazymwazcBreaking Bad, mwazgmwazkMad Men, mwazomwazsI Soprano e mwazwmwaz0The Wire e romanzi come mwaz4mwaz8Libertà di mwaaaJonathan Franzen, mwaaemwaaiLa trama del matrimonio di mwaamJeffrey Eugenides e mwaaqmwaauIl tempo è un bastardo di mwaayJennifer Egan. Nella stessa categoria middlebrow mwaacSlate annovera, ad esempio, i film di mwaagAaron Sorkincite-ref-31[31]. Lo stesso mwaa0Slate è stato definito giornalismo middlebrowcite-ref-32[32].
In una articolo apparso sul mwabmmwabqJewish Ideas Daily nel marzo 2012, Peodair Leihy ha descritto l'opera del mwabucantautore e poeta mwabyLeonard Cohen come "una sorta di pop—upper-middle-brow, o lower-high-brow, come minimo, ma pur sempre pop"cite-ref-33[33]. Questa categorizzazione mwabsestetica è stata teorizzata anche in un saggio scritto da William Deresiewicz nel novembre dello stesso anno per mwabwmwab0The American Scholar, in cui Deresiewicz propone l'aggiunta del segmento "upper middle brow", per indicare una collocazione culturale in posizione intermedia tra mwab4masscult e mwab8midcult, definito come "assai di gran lunga più sottile del mwacaMidcult. È post- piuttosto che pre-ironico, con il suo sentimentalismo celato sotto un velo di fresco. È tagliente, abile, informata, alla moda, e inventiva almeno nella forma"cite-ref-34[34].
Su mwacymwaccThe New Yorker, la giornalista Macy Halford caratterizza mwacgmwackHarper's Magazine, e lo stesso mwacoNew Yorker, come dei mwacsmedia "percepiti spesso quali esempi tipici del middlebrow: entrambe le riviste sono dedicate al segmento alto ma anche al renderlo accessibile a molti; al prendere idee che potrebbero rimanere confinate in mwacwtorri d'avorio e mwac0testi accademici, o in scene mwac4high-art (o film, o teatro), e portarle sulle pagine di un periodico relativamente poco costoso che può essere acquistato nelle librerie e nelle edicole sparse ovunque in tutto il paese (e ora anche su mwac8Internet)". Fa notare, inoltre, l'effetto di Internet sul dibattito intorno al middlebrow: "mwadaInternet ci sta costringendo a ripensare (ancora una volta) quale sia il significato di “middlebrow” in un'era in cui ciò che è più elevato è accessibile allo stesso modo del più infimo —accessibile nel senso che entrambi sono a portata di un click [...] — è davvero pensare di nuovo come percorrere questa via di mezzo". La Halford così descrive mwadeWikipedia: "Wiki è essa stessa una specie di prodotto middlebrow" con le sue voci che "forniscono davvero un rapido sommario"cite-ref-35[35].
Nel mwadc2010 mwadgUmberto Eco sottolineava come il problema di demarcazione dei livelli si può dire abbia assunto una diversa prospettiva e si ponga in termini assai diversi nel mwadkXXI secolo, epoca in cui la distinzione si è spostata "dai contenuti o dalla loro forma artistica" alle modalità della loro fruizione, laddove un classico prodotto di Cultura Alta, come l'ascolto di mwadomusica composta da mwadsLudwig van Beethoven possa essere fruita, al pari di mwadwmwad0Jingle Bells, come "suoneria per il telefonino o mwad8musica da aeroporto (o da ascensore) [...] nella disattenzione, come avrebbe detto mwaeeWalter Benjamin, e quindi diventa (per chi lo usa così) molto simile a un motivetto pubblicitario. Al contrario un mwaeimwaemjingle nato per pubblicizzare un mwaeqdetersivo può diventare oggetto di attenzione critica, e di apprezzamento per una sua trovata ritmica, melodica o armonica"cite-ref-bustina-di-minerva-20-5[20]. Più che l'oggetto, in casi simili è lo sguardo a cambiare, più o meno attento e impegnato: "c'è lo sguardo impegnato e lo sguardo disattento, e per uno sguardo (o udito) disattento si può proporre anche mwaekRichard Wagner come mwaeocolonna sonora per mwaesmwaewL'isola dei famosi. Mentre i più raffinati si ritireranno ad ascoltare, su un mwae0antico vinile, mwae4mwae8Non dimenticar le mie parole"cite-ref-bustina-di-minerva-20-6[20] di mwafqGiorgio Gaber.
Dibattito culturale in Italia
Con riferimento alla mwafccultura italiana non esiste un animato dibattito su tali categorie culturali, paragonabile alla "guerra dei brows" degli anni '30 in mwafgInghilterra e alle polemica di Macdonald negli anni '60. Nel mwafk1965, intervistato dal programma televisivo mwafomwafsL'approdo, settimanale di lettere ed arti, andata in onda sul mwafwPrimo Canale della mwaf0RAI il 9 marzo di mwaf4quell'anno, mwaf8Alberto Moravia si cimentava nel tentativo di tracciare una linea di mwagademarcazione tra la mwagecultura di massa e il mwagiMidcult teorizzato da Macdonald e, dopo averne esposto una definizione, provava a fornirne alcuni esempi di prodotti appartenenti a questa categoria intermediacite-ref-moravia-36-0[36]:
Al primo posto metteva mwaggmwagkCuore di mwagoEdmondo De Amicis, da lui ritenuto "il colosso dei colossi" del genere e una sorta di "modello del Midcult"; seguivano, poi, il mwagsmwagwCosì parlò Zarathustra di mwag0Friedrich Nietzsche, le mwag4mwag8Les Nourritures terrestres di mwahaAndré Gide, le opere di due prolifici e fortunati romanzieri, mwaheArchibald Cronin e mwahiFerenc Körmendi, il mwahmmwahqGiovanni Episcopo di mwahuGabriele D'Annunzio (definito da Moravia come vero capolavoro del mwahyMidcult mwahclibertino e mwahgdostojevskiano, opera compiutamente artificiosa e da considerarsi "completa nel suo genere"), e mwahkmwahoIl dottor Živago di mwahsBoris Pasternak (autore, d'altro canto, che Moravia afferma di stimare sia sul piano umano e personale sia sul piano artistico-letterario, come grande poeta)cite-ref-moravia-36-1[36].
Canzone d'autore italiana
Nella mwaiistoria della mwaimclasse media del mwaiqsecondo dopoguerra italiano e del mwaiuboom economico, un posto importante, benché sottovalutatocite-ref-m-santoro-37-0[37], è occupato dal fenomeno musicale della mwaiocanzone d'autore mwaisitaliana, quel filone che, per mano dei suoi autori (cantautori), operò "la valorizzazione di quel genere eminentemente popolare e 'di massa' che è la mwaiwcanzone", raccogliendo successo e consensi soprattutto nelle "frazioni più intellettualizzate e a elevata scolarizzazione" della società, "alla ricerca di titoli di 'nobiltà culturale' per un genere culturale anch'esso tipicamente medio, mwai0middlebrow direbbero gli americani, di cui appropriarsi e in cui riconoscersi"cite-ref-m-santoro-37-1[37].
Midcult italiano degli anni '90
A caratterizzare il mwajqmiddlebrow italiano degli mwajuanni '90 si è cimentato mwajyVittorio Giacopini con una breve esemplificazione contenuta nella sua prefazione all'edizione 1997 del saggio di mwajcDwight Macdonald: secondo Giacopini possono essere ascritti al mwajgMidcult di Macdonald "prodotti e personaggi tipici del [...] paesaggio culturale" italiano; sono da annoverare tra questi "la mwajkBibbia tradotta dall'operaio-scrittore mwajomisticheggiante" (mwajsErri De Luca), "il giovane cannibale che scrive a quattro mani (con papà) un manualetto sui rapporti tra «adulti e piccini»" (mwajwNiccolò Ammaniti), "il raffinato mwaj0massmediologo che tesse l'elogio degli «mwaj4analfabeti di tutto il mondo» (mwaj8Alberto Abruzzese)cite-ref-d-macdonald-15-38-0[38].
Note
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cite-note-66. ↑ mwaou(mwaoymwaocEN) mwaogFreeman's Journal, 3 maggio 1924. mwaoo«Ireland's musical destiny, in spite of what the highbrows or the middlebrows may say, is intimately bound up with the festivals (Il destino mwaosmusicale dell'mwaowIrlanda, a dispetto di quello che ne possono dire i "fronte-alta" e i "fronte-media", è intimamente legato ai festival)»
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Bibliografia
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Voci correlate
• mwa9sLetteratura di genere
• mwa90Letteratura di consumo
• mwa98Cultura di massa
• mwa-eMasscult and Midcult
• mwa-mApocalittici e integrati
• mwa-uKitsch
• mwa-cIndustria culturale
• mwa-kTurismo di massa
• mwa-0Società di massa
• mwa-8Cultura alta
• mwa-eCultura occidentale
• mwa-mFilosofia occidentale
• mwa-uCanone occidentale
• mwa-cAvanguardia
• mwa-kFolklore
Collegamenti esterni
• mwa-0Umberto Eco, Alto medio basso, in La bustina di minerva, l'Espresso, 16 aprile 2010. URL consultato il 24 ottobre 2016.